Settembre e ottobre sono ancora mesi da mare, in Sicilia. L’acqua resta calda, le giornate sono lunghe e le spiagge si svuotano.
Ecco dieci ragioni per venire a fine estate.
Diario · Mazara del Vallo
Dieci ragioni per venire in Sicilia a fine estate: mare caldo fino a ottobre, spiagge meno affollate, prezzi più bassi e la stagione della vendemmia.
11 settembre 20194 minuti di lettura@sunsetterracemazara →

Settembre e ottobre sono ancora mesi da mare, in Sicilia. L’acqua resta calda, le giornate sono lunghe e le spiagge si svuotano.
Ecco dieci ragioni per venire a fine estate.
Fine settembre e inizio ottobre sono fra i periodi migliori per visitare la Sicilia: meno affollati, con l’aria più fresca e il mare ancora caldo.
A ottobre si scende di qualche grado, e qualcuno in più se ci si sposta verso l’interno e la collina.

Non ci sono molte destinazioni a corto raggio per una vacanza autunnale, e la Sicilia è fra queste. Un’ora o due di volo, contro le quattro delle Canarie o della Grecia.
I collegamenti dai principali aeroporti italiani ed europei restano frequenti anche in bassa stagione.
A settembre e ottobre volo, noleggio auto e alloggio costano meno che in agosto.
I due aeroporti principali dell’isola sono Palermo Falcone Borsellino, comodo per la costa nord e sud-occidentale, e Catania Fontanarossa, più vicino alla costa orientale.
Le temperature restano calde ma vivibili, e le spiagge sono molto meno affollate: nelle città principali, Palermo su tutte, la differenza si sente meno.
L’aria più fresca rispetto a luglio e agosto rende questo il periodo giusto per camminare o girare in bici.

Settembre e ottobre sono i mesi migliori per visitare i parchi archeologici e i centri storici, che d’estate si affrontano male.
Nella Riserva dello Zingaro, fra Scopello e San Vito Lo Capo, si cammina lungo la costa fra calette e sentieri — un percorso che ad agosto è faticoso e affollato.

A settembre e ottobre in Sicilia si concentrano le manifestazioni gastronomiche e le fiere locali. Quasi ogni paese ne ha una.
La più conosciuta della Sicilia occidentale è il Cous Cous Fest di San Vito Lo Capo, a fine settembre: giornate di incontri, cucina e musica dal vivo, con il cous cous di dieci paesi diversi.
⚠️ Le date cambiano ogni anno: verificatele prima di organizzare la giornata.

Molte cantine sono aperte al pubblico per degustazioni e visite. In Sicilia occidentale si assaggiano vini da vitigni autoctoni: lo Zibibbo, portato dai Fenici a Pantelleria, il Nero d’Avola, il Nerello Mascalese, il Nerello Cappuccio, il Catarratto, il Grillo, il Frappato, il Perricone e l’Inzolia.
La viticoltura siciliana è concentrata nelle province di Trapani, Agrigento e Palermo, e la sola provincia di Trapani rappresenta più della metà della superficie regionale.
Oltre alla degustazione, molte cantine fanno visitare i luoghi della vinificazione. Conviene prenotare direttamente con loro invece che affidarsi a un tour organizzato.

Una gita in barca alle Egadi si organizza facilmente da Trapani o da Marsala.
Favignana è la più grande e la più attrezzata; Marettimo ha le case basse e le porte blu; Levanzo è la più piccola.

Dalla Grecia antica all’impero romano, la Sicilia conserva i segni di civiltà che si sono succedute.
I parchi archeologici sono sparsi per tutta l’isola: i templi di Selinunte, i mosaici della Villa Romana del Casale, la Valle dei Templi — patrimonio dell’umanità UNESCO — e le rovine di Segesta.

La provincia di Trapani è una delle zone italiane più conosciute per il kitesurf.
Lo Stagnone di Marsala è noto in tutta Europa per i principianti e per il freestyle: l’acqua arriva al ginocchio ed è riparata dalle onde dall’isola che chiude la laguna.
Capo Feto, a Mazara del Vallo, si trova dentro una riserva naturale. Ha una duna ampia dove si monta il kite con calma e condizioni buone con i venti da sud e da nord-ovest. È più adatto a chi ha già esperienza.

La Sicilia è grande, e in una sola vacanza non si vede tutta. Conviene dividere: la Sicilia orientale — Siracusa, Taormina, Ragusa, Modica — se cercate il barocco; la Sicilia occidentale se volete una zona meno battuta.
Mazara del Vallo è sulla costa sud-occidentale, in provincia di Trapani, a circa un’ora di auto dall’aeroporto di Palermo.
È una città di pescatori: il primo porto peschereccio d’Italia, con il gambero rosso che porta il suo nome. Ha un centro storico con la Casbah araba, i mercati, il lungomare e le spiagge di acqua chiara. E da qui si raggiungono in giornata Selinunte, Marsala, Erice, Trapani e le Egadi.
I nostri quattro appartamenti sono sul lungomare, con la terrazza condivisa sul tetto per il tramonto.


La guida

Il Cous Cous Fest si tiene a settembre a San Vito Lo Capo: dieci Paesi in gara, oltre trenta ricette nelle Case del Cous Cous e musica dal vivo la sera.

Mazara del Vallo e la Sicilia occidentale su Condé Nast Traveller, viste da un giornalista di viaggi inglese: il porto, la Casbah, la costa.