La nostra storia

D’estate, verso le sette, gli ospiti cominciano a salire sul tetto: chi con un bicchiere, chi con un libro, chi con i bambini ancora bagnati di mare.

Fino a qualche anno fa, lassù c’erano solo le cisterne dell’acqua.

La casa di nonno Giocondo

Questa casa l’ha costruita nonno Giocondo, e per tre generazioni è stata piena di gente. Siamo Erleta e Sandro: Sandro è di Mazara, in questa casa ci è cresciuto, e parte della famiglia abita ancora qui accanto.

D’estate i nipoti stavano tutti qui: a pranzo dai nonni, il pomeriggio da Zia Vita nell’appartamento accanto, il resto del tempo giù in giardino, sotto il nespolo. Al mare si andava a Tonnarella, come tutti i mazaresi — otto minuti d’auto, acqua turchese e sabbia bianca argentata — e si tornava per cena con la sabbia ancora addosso. Si fa ancora così, e vi diciamo dove parcheggiare.

Poi i figli sono cresciuti

E come succede in Sicilia sono partiti, finché a un certo punto le stanze non sono diventate più delle persone.

Potevamo chiudere la casa e tornarci a Natale. Abbiamo preferito riaprirla. Ne sono usciti quattro appartamenti: abbiamo rifatto quello che andava rifatto — impianti, bagni, cucine — e lasciato com’era quello che funzionava già.

La terrazza è stata un’idea di Erleta

Sul tetto, dicevamo, c’erano le cisterne, e in tre generazioni nessuno ci aveva mai fatto niente: si saliva solo quando si rompeva qualcosa.

Poi è arrivata Erleta, che a Mazara non è cresciuta. È salita, ha guardato il mare e ha detto: questa vista è stupenda, perché non ci facciamo la terrazza?

A volte serve qualcuno che non è di qui per vedere quello che hai davanti da sempre.

Abbiamo spostato la cisterna in cantina e ne abbiamo aggiunte altre sei, sette da mille litri con autoclave, così l’acqua non manca mai. Poi l’acqua calda, le due docce, i lettini, il barbecue. Oggi è la parte della casa che si usa di più.

La vista sul mare si apre dalla terrazza panoramica sul tetto. Gli appartamenti si affacciano invece sulla corte interna o sulla traversa del lungomare.

Il giardino adesso è il parcheggio

Quasi tutto, almeno. Il nespolo però è rimasto, e a inizio estate dà ancora frutti: sono buone, e c’è chi se ne serve.

Ogni inverno miglioriamo qualcosa

Da sette anni arrivano ospiti da tutta Europa, e ogni stagione ci insegnano qualcosa. D’inverno, quando la casa è vuota, mettiamo mano a qualcosa: un po’ alla volta.

Molti arrivando pensano che gli appartamenti siano appena ristrutturati. Non lo sono. È solo che non abbiamo mai smesso di curarli.

Perché vi diciamo tutto

Descriviamo gli appartamenti per come sono, anche quando non ci conviene. Nessuno ha la vista mare. Due balconi servono per stendere, non per cenare. La terrazza è condivisa: una sera d’agosto, lassù, incontrate gli altri ospiti.

La spiaggia davanti casa è quella di città. Per nuotare non è la migliore, e infatti vi manderemo a Tonnarella. Però i nostri figli preferiscono questa: si trovano pietre colorate, si pesca, si sale sugli scogli in cerca di avventure. Se venite con i bambini, è probabile che daranno ragione a loro.

In cambio ci sono le cose che scoprirete arrivando: l’antibagno in tutti i bagni, così in cinque vi preparate senza fila. E l’acqua che non finisce, anche ad agosto.

Ve lo diciamo adesso, così all’arrivo non ci sono sorprese.

La parte più bella

Vi diciamo dove mangiamo noi, a che ora conviene andare al mercato del pesce, quale spiaggia vale la strada. Sandro è cresciuto in questa strada: non è una cosa che si impara da una guida.

Alle sette, se non siamo in giro in bici, ci trovate in terrazza.

E se fate triathlon: a Mazara c’è un club, e qui trovate un compagno di allenamento.

Ci vediamo in terrazza.

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