Scopri Mazara del Vallo
La Casbah di Mazara del Vallo
Il quartiere dove è bello anche perdersi un po’.
Entrate, girate per i vicoli, guardate le porte, le maioliche e i cortili. Non c’è bisogno di seguire un percorso preciso: la Casbah si presta bene a essere scoperta con calma, un angolo alla volta.


Prima di andarci
Quanto tempo serve
Da soli, circa un’ora. Con una guida, un’ora e mezza o due — se volete capire meglio quello che state guardando.
Da soli vedrete porte, maioliche, vicoli e cortili. Con qualcuno che conosce la zona comincerete a chiedervi perché questa strada è fatta così, chi viveva qui, se questa maiolica è antica oppure no. E potreste scoprire posti davanti a cui, da soli, passereste senza accorgervene.
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Prima di andarci
Una Casbah tutta siciliana
Una piccola avvertenza che vale la pena fare. Non troverete un’enorme medina piena di bancarelle, monumenti spettacolari e un continuo spettacolo per visitatori. La Casbah di Mazara è più piccola, più silenziosa e soprattutto più siciliana di quanto il nome possa far pensare.
Proprio per questo può essere interessante prenderla per quello che è: un pezzo di città mediterranea con una storia araba, una forte presenza tunisina e una quantità sorprendente di dettagli.

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Una storia particolare
La Casbah non è soltanto «araba»
Nasce dalla presenza araba a Mazara, cominciata nell’827. Ma chiamarla «quartiere arabo» racconta soltanto una parte della storia: nei secoli qui si sono sovrapposte comunità, religioni, attività e modi diversi di abitare la città.

E poi c’è una storia molto più recente. Dalla seconda metà del Novecento il centro storico ha attraversato un forte abbandono: dopo il terremoto del 1968 e soprattutto dopo quello del 1981, molti mazaresi lasciarono progressivamente questa parte della città. Negli stessi anni crebbe la comunità tunisina, legata alla pesca e al lavoro stagionale.


È un luogo dove la storia araba di Mazara e la storia contemporanea dell’immigrazione tunisina si sono incontrate.

E non è soltanto un insieme di edifici storici: è ancora un quartiere abitato. Accanto agli angoli più fotogenici troverete case normali, panni stesi, porte quotidiane e tracce della vita di tutti i giorni.
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Guardate in alto, sui muri, intorno alle porte
La Casbah nei dettagli
Le ceramiche sui muri non sono solo decorazioni. Nel progetto di valorizzazione del quartiere, maioliche e pannelli raccontano episodi di storia, mito e leggenda, e spesso danno un nome nuovo ai vicoli e ai cortili.
Quindi potete fare una cosa semplice: camminare senza fretta e leggere le maioliche. È quasi una piccola guida a cielo aperto.


Una curiosità sulla ceramica
Non tutto ciò che vedete è antico
Guardate in alto, ma anche ai lati delle porte: maioliche, mosaici, piastrelle colorate, pannelli ceramici. E qui attenzione — non tutto ciò che vedete è antico.

Una parte importante dell’immagine attuale della Casbah viene dal recupero del centro storico avviato dall’amministrazione di Nicola Cristaldi a partire dal 2009: anfore, giare, panchine e pannelli ceramici con poesie, scritte e disegni, realizzati anche da artisti contemporanei.
E c’è una curiosità: Hajto, la firma che compare su diverse opere e installazioni, è lo pseudonimo artistico di Nicola Cristaldi — artista mazarese nato nel 1950, che dagli anni Ottanta lavora la ceramica. Alcune delle giare inserite nel tessuto urbano della Casbah sono sue.
La Casbah è antica, ma l’immagine che vedete oggi è anche contemporanea. Non è un museo: è un quartiere che è stato reinterpretato.

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Una storia
La casa dalla porta blu
In un vicolo della Casbah c’è una porta blu che prima o poi finisce nelle fotografie di chi passa da qui.
La casa è di Ali Jmar, un pescatore tunisino che vive a Mazara da molti anni. La storia è semplice: sua moglie non voleva che fumasse in casa, così lui trasformò il piano terra nel suo piccolo rifugio. Cominciò a decorarlo e poi continuò fuori, con ceramiche, colori e tanti piccoli dettagli.
Dietro la porta c’è anche una piccola sala da tè, realizzata e decorata dallo stesso proprietario.
E se siete fortunati, può capitare che vi invitino a prendere un tè.
Non è un monumento costruito per essere fotografato. È una casa che, poco alla volta, è diventata qualcosa di speciale.

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Come scoprire la Casbah
Un giro senza fretta
Nella Casbah potete seguire un itinerario oppure semplicemente lasciarvi guidare dai vicoli che vi incuriosiscono.
Un possibile punto di partenza è Piazza della Repubblica. Da qui potete incontrare il Vicolo della Tolleranza, il Vicolo della Pietà, il Vicolo del Pensiero Bambino, il Vicolo degli Aragonesi e il Vicolo del Vento, tutti inseriti nell’itinerario ufficiale della Casbah.
Quando vi sembra di esservi persi, probabilmente state semplicemente scoprendo una parte diversa del quartiere.
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Una tradizione da conoscere
Le Benedettine e i muccunetti
Nella Casbah si trova il Monastero benedettino di San Michele Arcangelo, e qui c’è una tradizione dolciaria molto particolare: i muccunetti e i biscotti di pasta di mandorla.

La parte più curiosa è come si comprano. I dolci passano attraverso il tradizionale ruotino della clausura: si arriva, si chiede quello che si vuole, si aspetta, e il pacchetto arriva attraverso la ruota.


È una di quelle piccole esperienze che potreste non incontrare durante una semplice passeggiata. Noi l’abbiamo scoperta con la guida.
Orari e giorni di apertura — da confermare.
La Casbah in poche curiosità
827
La presenza araba a Mazara comincia in quell’anno.
I vicoli non sono casuali
Rallentavano gli accessi, proteggevano la vita privata, permettevano di controllare lo spazio.
Le frecce sono un racconto
Interessante, ma non documentato come fatto storico. Le fonti parlano di difesa, sole, vento e tutela della privacy.
La comunità tunisina è del Novecento
Cresciuta dagli anni Sessanta, e soprattutto dopo i terremoti del 1968 e del 1981.
«Casbah» è un nome recente
Nell’uso corrente si consolida soprattutto dagli anni Ottanta. Il quartiere esisteva da secoli.
Dodici secoli sovrapposti
Non è una città araba rimasta intatta: è una stratificazione continuamente abitata, trasformata e reinventata.
Cosa incontrerete lungo i vicoli





La Casbah è dentro Mazara
Dal lungomare la raggiungete a piedi, senza macchina e senza organizzare niente. Potete dedicarle un’ora durante una passeggiata, fermarvi più a lungo per guardare le ceramiche, oppure abbinarla al centro storico, al porto e a una pausa per mangiare qualcosa.
La Casbah è lì, dentro la città, e potete scoprirla con i vostri tempi.
Mazara come base per scoprire la Sicilia occidentale
Ci piace pensare a Mazara come a un posto da cui partire, più che a una città da visitare di corsa. Siamo in Via IV Aprile, sul lungomare, a circa tre minuti a piedi dal centro: da qui si esce senza macchina e si arriva verso l’Arco Normanno, Villa Jolanda, Piazza della Repubblica, il porto e poi dentro la Casbah.
E poi ci sono le giornate da dedicare a quello che c’è più in là: Selinunte, Marsala e lo Stagnone, Trapani ed Erice sono mete da raggiungere in giornata, per tornare a Mazara la sera.